
ANTIFASCISTA ALLO SBARAGLIO
Vicenza, 18 dicembre 2008
Tutto fa brodo pur di crearsi il proprio momento di gloria personale e attirare l’attenzione dei media.
Ce lo testimoniano le farneticanti dichiarazioni espresse la scorsa settimana, in occasione della conferenza dei giovani italiani nel mondo, in cui il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha comparato erroneamente, ancora una volta, l’attuale immigrazione all’emigrazione degli italiani ad inizio ’900 – argomento che per altro nulla c’entrava col tema dell’evento – a cui fanno seguito quelle rilasciate in data 16 dicembre, in occasione del settantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali del ’38. Al di là dell’attacco alla Chiesa cattolica, rea a suo dire di non essere intervenuta a sufficienza, Gianfranco Fini non si lascia sfuggire l’occasione di palesare la sua ossessione da antifascismo postumo.
Il Presidente della Camera sembra più interessato alle questioni di settantenni fa che ai problemi d’oggi, alla dilagante crisi economica che rischia di travolgerci tutti, compresi quei cittadini ai quali, nell’ultima campagna elettorale per le politiche, erano state fatte tante belle promesse in cambio del millantato “vote utile”; l’Onorevole glissa pure sulle recenti inchieste della magistratura che hanno coinvolto anche esponenti del suo partito.
Sarà forse che Fini si attacca ad argomenti di un’epoca passata per nascondere le magagne di oggi e le possibili tragedie di domani?
Oltretutto, Fini dimostra di avere una memoria particolarmente selettiva: basti ricordare che negli Stati Uniti, Paese da lui definito amico nonché benefattore, emblema della democrazia e della società cosmopolita, le leggi atte alla discriminazione razziale sono rimaste in vigore fino al 1965…Tutt’ora, nonostante queste norme siano state abrogate, le divisioni etniche e razziali persistono, in diversi settori della società faro del mondo alla Gianfranco Fini.
Alla faccia dell’integrazione, di tutte le demagogiche castronerie e delle utopie con cui si riempiono la bocca gli arrampicatori sociali per arrivare fin dove si sono prefissi.
Addirittura, nell’“unica democrazia del Medio Oriente”, dove qualche anno fa durante un viaggio diplomatico l’attuale Presidente della Camera si prostrò ossequioso, leggi simili sono ancora in uso e vengono applicate quotidianamente con meticolosità: per informazioni chiedere a Palestinesi ebrei-arabi e cristiani…
A questo punto una domanda sorge spontanea: il Presidente della Camera, queste cose non le sa o finge di non saperle?
Piero Puschiavo, Segreteria Nazionale
ECONOMIA IN RECESSIONE, POPOLO IN DEPRESSIONE, BANCHE IN SOPRAFFAZIONE
Vicenza, 7 dicembre 2008
Le ansie ed il panico creatosi negli ultimi tempi in conseguenza al nervosismo dei mercati finanziari, soggetti ad una volatilità spaventosa, vantaggiosa per fini meramente speculativi, pongono al centro delle preoccupazioni semplicistiche giustificazioni della crisi economica.
Sicuramente stiamo attraversando una fase di crisi ed occorre valutare se effettivamente si tratta di un aspetto strutturale di un fenomeno ciclico o piuttosto di una situazione venutasi a creare artificialmente a causa di nefaste condotte finanziarie; ma se non focalizziamo la nostra attenzione sul sempre più difficile accesso al credito da parte del sistema produttivo, di sicuro sarà impensabile poter rilanciare l’economia.
Oggi le aziende incontrano sempre maggiori difficoltà nel ricorrere ai fidi bancari in quanto gli istituti di credito, che noi abbiamo sempre giustamente chiamato “di debito”, non rilasciano prestiti nemmeno a fronte delle migliori garanzie.
La grande deflazione monetaria, che imperversa come l’anemia del sangue nel corpo umano, unitamente ai “derivati” e ai famigerati mutui subprime, le vere e proprie armi di distruzioni di massa, si stanno oggi ritorcendo contro il sistema produttivo ed i lavoratori.
Le banche più esposte assumono un comportamento ambiguo: affabile di facciata, ma intimamente diabolico nell’agire, che le porta a sottrarre sempre più denaro e credibilità ai propri spesso ignari clienti.
Alle aziende chiedono il rientro immediato, ponendole in serie difficoltà, tanto da dover, una volta negato il credito, cedere alle banche creditrici quote azionarie che, in questa maniera, le portano ad impadronirsi del sistema produttivo, fagocitando i grandi gruppi e costringendo i piccoli a chiudere i battenti.
Nei confronti dei cittadini mutuatari invece, con la scusa del continuo aumento dei tassi di interesse, hanno fin da subito finto di prodigarsi favorevolmente proponendo furbescamente di rinegoziare i mutui ipotecari per portarli da “tasso variabile” a “tasso fisso” e rassicurando il cliente sui sicuri benefici di alleggerimento della rata. Questo però senza minimamente prospettare che a breve la BCE, e lo stiamo vedendo in questi ultimi giorni, non potendo mantenere a lungo termine tassi troppo alti, avrebbe abbassato il costo del denaro e di conseguenza l’EURIBOR, parametro sul quale vengono calcolati i mutui a tasso variabile, sarebbe inevitabilmente sceso; così ora in molti vedranno diminuire la rata del proprio mutuo, mentre chi lo ha rinegoziato passando a tasso fisso rimarrà al palo.
Il gioco è sempre lo stesso, la strategia unica: il raggiro allo sportello, come avvenne con la proposta ai risparmiatori dei vari titoli “spazzatura” che avrebbero dovuto garantire buoni guadagni…Per chi ha corta memoria vi rammentiamo Parmalat, Cirio, i bond argentini…
E noi l’avevamo detto.
Come al solito, chi governa, anziché puntare il dito contro i veri responsabili e adottare drastici provvedimenti, cerca di rassicurare il più possibile i propri cittadini circa la stabilità bancaria del Paese, stando bene attento però a non intervenire con decisione nei confronti dell’apparato bancario. Si stanziano circa 4 miliardi di euro per le emergenze sociali, soldi che si guadagnano solamente col risparmio degli interessi sul debito pubblico grazie all’abbassamento del costo del denaro, ma sottacciono il fatto che vengono elargiti oltre 20 miliardi di euro per soccorrere il sistema bancario. Se le banche hanno creato disastri e voragini finanziarie, non devono pagare i cittadini, ma devono fallire gli istituti e i loro manager devono andare in galera.
Se consideriamo che si prospetta qualcosa come circa 8 milioni di lavoratori a spasso entro la fine di marzo 2009, le vere feste saranno a primavera, nelle piazze. E vi garantiamo che noi ci saremo!
Piero Puschiavo, Coordinatore Regionale del Veneto, Fiamma Tricolore
© APCOM
Roma, 3 dic. (Apcom) - Il prezzo del petrolio in continuo ribasso e le
colonnine dei distributori restano del tutto indifferenti alla diminuzione del
prezzo della materia prima. E' la denuncia che tornano a fare Federconsumatori
e Adusbef, secondo cui con il petrolio a 48 dollari al barile, il prezzo della
benzina dovrebbe attestarsi sotto 1,10 euro al litro, cioè molto meno di quanto
viene venduta oggi, ancora attorno a 1,16/1,18 euro al litro.
"Grazie a questi sovrapprezzi, è ovvio, enormi sono i guadagni percepiti
dalla compagnie petrolifere, ma ci inizia a sorgere il dubbio - affermano le
due associazioni - che, anche da parte dei distributori, vi sia qualche
interesse, vista la lentezza con cui i prezzi dei carburanti si adeguano
all'andamento del petrolio.
Vogliamo ricordare, infatti, che, solo per la benzina, 1 centesimo in più,
significa un introito maggiore, per la filiera, di 16 milioni di euro al mese.
Maggiorazioni di 7/8 centesimi al litro, pertanto, comportano un introito
maggiore di ben 112 milioni di euro al mese".
A farne le spese, per Adusbef e Federconsumatori, sono gli automobilisti che,
a causa di queste speculazioni, sono costretti a pagare in più ben 84 euro
annui per costi diretti e 60 euro annui per costi indiretti, a causa delle
ricadute che i carburanti producono sull'aumento dei prezzi.
Per i consumatori è necessario intervenire immediatamente ed in maniera
determinata, soprattutto a fronte della delicata situazione che il nostro Paese
e le famiglie stanno attraversando: "Chiediamo pertanto al Governo di operare
un abbattimento dell'accisa di almeno 4-5 centesimi e di avviare, senza
ulteriori indugi, un serio e concreto piano di liberalizzazione della rete di
distribuzione dei carburanti, con un'apertura verso la grande distribuzione.
Grazie a tale piano si potranno risparmiare almeno 7/8 centesimi al litro di
carburante".
-Red-Eco
Comunichiamo a tutti i militanti, simpatizzanti e a chiunque voglia partecipare che sabato 06-12-2008 presso la ns. sede provinciale di Via Campagna n°5, si terrà una festa, momento conviviale destinato a serrare le fila e compattare il gruppo, in vista delle prossime battaglie politiche da affrontare.
Presso la sede, aperta dal primo pomeriggio, sarà inoltre possibile visionare il nuovo materiale propagandistico, oltre a CD musicali, abbigliamento, libri ed altro "materiale d'area".
NON FARE MANCARE IL TUO SOSTEGNO, TIENI ACCESA LA FIAMMA!
Domani a Bruxelles conferenza stampa sulla ‘Situazione degli esuli e degli espulsi in Europa - rapporti UE-Russia’. Con l’eurodeputato di Fiamma partecipano Alexey Zaytsev, Secondo Segretario della Missione Permanente della Federazione Russa presso la Nato e Massimiliano Lacota, Presidente della Uese
“In quest’Europa dove giustamente sono riconosciuti i diritti di tutti i popoli, nessuno si occupa dei diritti degli Esuli ed Espulsi della stessa Ue. La battaglia dell’Uese (Unione Europea degli Esuli e degli Espulsi), che condividiamo da sempre, è un’esigenza di libertà e giustizia, apartitica e vera. Da qui la necessità di istituire, sul piano internazionale, una commissione permanente presso la Commissione Europea, in cui siano chiamati a confrontarsi gli Stati interessati da potenziali vertenze sui diritti di popoli forzati all’esilio per tramite del loro sindacato di riferimento, la Uese. Non possiamo permettere che anche l’ultima generazione di questi coraggiosi testimoni di tante violenze muoia senza aver visto riconosciuto il loro sacrificio”. Lo dichiara l’eurodeputato di Fiamma Tricolore Luca Romagnoli, annunciando per domani, 3 dicembre, alle ore 15,00 presso sala stampa del Parlamento Europeo a Bruxelles una conferenza stampa sulla ‘Situazione degli esuli e degli espulsi in Europa - rapporti UE-Russia’ (‘The situation of exiled and expelled people in Europe - UE-Russia relationships’).
Con il segretario nazionale del Ms-Fiamma Tricolore, partecipano alla conferenza stampa: Alexey Zaytsev, Secondo Segretario della Missione Permanente della Federazione Russa presso la Nato e Massimiliano Lacota, Presidente della Uese (Unione Europea degli Esuli e degli Espulsi).
La Uese è un’organizzazione di patronage sindacale - con sede centrale in Palazzo Tonello a Trieste (Italia) - a tutela dell’intera categoria di esuli che attualmente è rappresentata da una decina di milioni di cittadini europei e lavora per la difesa ed il ripristino dei diritti dei popoli coinvolti nei trasferimenti forzati che furono imposti in Europa in un arco di tempo tra gli inizi del Novecento e l’epoca contemporanea.